Cos’è la sindrome da intestino irritabile?

Attenzione: questo articolo non è stato scritto da un medico. Si è cercato di utilizzare le fonti più attendibili a disposizione, in particolare articoli tratti da riviste scientifiche internazionali specializzate. Naturalmente la ricerca scientifica non si ferma mai, quindi probabilmente le informazioni che qui riportiamo verranno superate da nuove scoperte.

In ogni caso, tutti i riferimenti sono riportati in fondo all’articolo. 

Ricordate sempre che solo i medici possono diagnosticare una malattia e prescrivere cure adeguate: se non state bene, andate dal medico!

Detto questo: buona lettura!


A quanto pare la Sindrome da Intestino Irritabile (IBS – Irritable Bowel Syndrome) è il disturbo gastrointestinale più diagnosticato nel mondo.

Nel 2009 l’organizzazione mondiale di gastroenterologia (World Gastroenterology Organization) ha stimato che questo disturbo coinvolga tra il 9% e il 23% della popolazione mondiale.

Si potrebbe pensare che si tratti di una malattia “nuova”, legata al cambiamento delle nostre abitudini alimentari e all’aumento dei livelli di stress cui siamo sottoposti da qualche decennio a questa parte.

In realtà fu descritta per la prima volta nel 1849 dal dottor William Cumming sulla London Medical Gazette, anche se è solo negli ultimi anni che un numero sempre maggiore di studi scientifici ha iniziato a concentrarsi su di essa.

Quali sono i sintomi della IBS?

I criteri attualmente utilizzati per diagnosticare la IBS sono i seguenti (Criteri Roma III – 2006):

  • dolore o disagio (p.e. gonfiore) addominale per almeno 3 giorni al mese durante gli ultimi 3 mesi;
  • a questo sintomo devono aggiungersi almeno due dei seguenti altri:
    • miglioramento dei sintomi con l’evacuazione
    • insorgenza dei sintomi associata a un cambiamento della frequenza delle feci
    • insorgenza dei sintomi associata a un cambiamento della forma delle feci

In alcune persone il cambiamento si manifesta sotto forma di diarrea, in altre sotto forma di stipsi. Altre ancora alternano periodi di diarrea a periodi di stipsi.

Un altro sintomo molto comune è il senso di affaticamento.

Quali sono le cause della IBS?

Le cause della IBS non sono chiare, e sicuramente sono da cercare in molti fattori diversi e concomitanti.

I principali sembrano essere i seguenti:

  • alterazione della motilità gastrointestinale;
  • ipersensibilità viscerale;
  • reattività post-infettiva;
  • interazioni cervello-intestino;
  • alterazione della microflora fecale;
  • proliferazione batterica;
  • sensibilità alimentare;
  • cattivo assorbimento dei carboidrati;
  • infiammazione intestinale.

Inoltre sono molti i casi in cui la IBS sembra legarsi a disagi psicologici o psichiatrici, in particolare ansia o depressione, che incidono anche molto sull’esperienza della malattia da parte del malato e sugli esiti delle terapie. Non è però sempre così: molte persone prive di qualsiasi problema psicologico sono affette da IBS. Non si può quindi dire che la IBS sia un disturbo di tipo psicosomatico.

In ogni caso, tutti i fattori elencati sopra sono ancora oggetto di studio, e i risultati delle ricerche non sembrano essere unanimi.

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Come si cura la IBS?

Non esiste al momento una cura farmacologica specifica per la IBS: vengono spesso trattati i singoli sintomi come se fossero scollegati tra loro.

Sono stati sviluppati alcuni farmaci, e ne sono allo studio altri, che agiscano globalmente contro la IBS, ma lo sviluppo di queste molecole è ostacolato dal fatto che non si conoscono ancora bene le cause di questa malattia.

Per questo motivo molto spesso si fa ricorso ad approcci non farmacologici, che possono essere di diverso tipo. Proviamo a elencare i principali.

  • Attività fisica, che come è noto favorisce la motilità intestinale.
  • Dieta specifica, basata su l’eliminazione di alcuni alimenti e l’aumento dell’apporto di fibre. Particolare interesse ha destato negli ultimi anni l’adozione di diete a ridotto contenuto di FODMAP (Fermentable Oligo-, Di-, Monosaccharides And Polyols), ovvero particolari tipi di carboidrati poco digeribili.
  • Terapia psicologica, in particolare la terapia cognitivo-comportamentale.
  • Utilizzo di integratori alimentari. In particolare sono molto utilizzati:
    • Probiotici, soprattutto nel caso di diarrea prevalente
    • Aloe Vera, soprattutto nei casi di stitichezza prevalente
    • Olio essenziale di menta piperita, per le sue proprietà antispasmodiche

Naturalmente nessuno di questi approcci alternativi garantisce risultati, ma caso per caso uno di essi può risultare più o meno utile.

In particolare l’uso di probiotici e Aloe Vera sembra dimostrarsi efficace.


Riferimenti

L. Saha
Irritable bowel syndrome: Pathogenesis, diagnosis, treatment, and evidence-based medicine
Pubblicato in World Journal of Gastroenterology, 2014

T. Didari, S. Mozaffari, S. Nikfar, M. Abdollahi
Effectiveness of probiotics in irritable bowel syndrome: Updated systematic review with meta-analysis
Pubblicato in World Journal of Gastroenterology, 2015

S. W. Hong, J. Chun, S. Park, H. J. Lee, J. P. Im, J. S. Kim
Aloe vera Is Effective and Safe in Short-term Treatment of Irritable Bowel Syndrome: A Systematic Review and Meta-analysis
Pubblicato in Journal of Neurogastroenterology and motility, 2018

www.aboutibs.org