Cosa fare quando sei tentato di arrenderti

La ginnasta statunitense Nastia Liukin, campionessa olimpica e mondiale, racconta come ha imparato ad affrontare i momenti in cui si è tentati di arrendersi, nello sport, nel lavoro e nella vita.

I sottotitoli sono in inglese.  Sotto trovate la nostra traduzione.

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Cosa devi fare quando vorresti mollare

 

Allora io dico ai bambini questo, e non solo ai bambini ma anche ai genitori, perché quando parlo ai bambini, a volte sono presenti anche i genitori…

Dico qualcosa del tipo: “Alzate la mano se vi è mai capitato un giorno in cui non volevate scendere dal letto”, e tutti i bambini alzano la mano mentre nessuno dei genitori lo fa.

Allora io dico: “Ok mamme e papà, io so che queste giornate capitano anche a voi…” Allora anche loro la alzano…

Ma è vero. Voglio dire: non importa se sei uno che si allena sette ore al giorno per sei giorni la settimana, oppure se lavori per una compagnia assicurativa o in un negozio di vestiti.

Qualunque sia il tuo lavoro, o anche semplicemente nella vita, nel matrimonio, in una relazione, abbiamo tutti queste giornate in cui ci alziamo e vorremmo solo dire: “Io mollo. Non voglio più farlo, è troppo difficile. E’ più facile alzare le mani e andarsene”.

In quei momenti quello che mi dico è: “Ok, la via d’uscita è semplice. Ma domani, oppure appena ti sentirai un po’ meglio, tu te ne pentirai!”

Nel crescermi, mia madre aveva questa regola, che mi è rimasta per il resto della vita, nello sport come nel lavoro come in ogni altro aspetto della vita.

Tante volte tornavo a casa dalla palestra in lacrime e le dicevo: “Questa cosa è troppo difficile. Non voglio farla più. Odio la ginnastica, mi fa soffrire. Davvero non voglio più farla…”

E lei diceva: “Ok, non c’è problema. Non devi più fare ginnastica.”

E la cosa è davvero interessante perchè diceva: “Ok. Puoi mollare. Ma non oggi. Devi tornare in palestra domani e poi il giorno dopo, e il giorno dopo ancora, finché non avrai una giornata buona.”

E naturalmente io alzavo gli occhi e dicevo: “Ma io non voglio andare in palestra domani!”

E lei: “Guarda, io non ti costringerò mai a fare ginnastica, tranne che oggi. Tu potrai smettere non appena avrai avuto una buona giornata in palestra.”

Così magari dopo tre o cinque giorni, siccome le mamme sanno sempre se abbiamo avuto una buona giornata anche se non glielo diciamo, andavo a casa e lei mi diceva: “Ok, perfetto. Ora che hai avuto una buona giornata puoi smettere. Ti iscriveremo di nuovo alla scuola pubblica, trova qualcos’altro che vuoi fare”.

E io la guardavo e le dicevo: “Non capisco di cosa stai parlando. Io non ho mai detto che volevo smettere.”

Per me la morale di questa storia è che a tutti capitano i giorni in cui sentiamo che qualcosa è troppo difficile, e che non vogliamo più farla e vogliamo mollare. E va bene così, ma non puoi mollare o arrenderti in quei giorni.

Dico alle ragazze giovani: “E’ normale che le tue passioni cambino, perché non è che tutti dobbiamo amare le stesse cose”, giusto?

Non ci innamoreremo tutti della ginnastica e la ameremo per sempre o avremo sempre questa passione. Ma non puoi cambiare idea o mollare in queste giornate.

Puoi cambiare idea e provare qualcos’altro quando le cose vanno bene e ti dici: “Sai una cosa? Forse questo non fa per me. Fammi provare qualcos’altro.”

Siamo così influenzati dai pensieri di così tante persone, dall’opinione che hanno di noi, specialmente nel mondo in cui viviamo, con i social media a portata di mano: tutto è così immediato…

Io penso che alla fine della giornata, se puoi andare a dormire la sera sapendo che sei orgoglioso di te stesso, non necessariamente per i risultati che hai ottenuto, o per quante medaglie d’oro hai vinto, ma per il tipo di persona che sei, ecco: penso che questa sia l’unica cosa che conta.