Aglio: il cibo che protegge

Tutti sanno che l’aglio protegge. Ma in che modo? Ce lo insegnano la tradizione e la storia. Ce lo insegna soprattutto la scienza. Ma andiamo con ordine.

L’aglio nel passato: cosa ci insegna la storia

L’aglio protegge, secondo alcune tradizioni popolari anche molto antiche, dalle creature maligne e dal loro influsso: una semplice ricerca sul Web permette di scoprire infiniti modi con cui la superstizione credeva (e forse in alcuni casi crede ancora) di difendersi da presunte negatività con l’aglio.

Ma fin dai tempi più antichi erano anche conosciute le reali proprietà benefiche dei bulbi d’aglio.

Nell’antico Egitto, intorno al 2500 a.C., l’alimentazione degli schiavi, in particolari quelli addetti alla costruzione delle piramidi, era molto ricca di aglio. Non solo perché in genere gli schiavi odiavano i cibi insipidi, ma anche perché l’aglio li aiutava a rimanere in forze e a difendersi dalle malattie (in particolare le infezioni batteriche, anche se allora non si sapeva cosa fossero). Il celebre Papiro Ebers (datato intorno al 1550 a.C.) cita l’aglio come rimedio per 32 malattie diverse!

In Cina l’aglio era probabilemte il rimedio più utilizzato già nel 2700 a.C. Tra le altre cose, lo si raccomandava anche contro la depressione per le sue proprietà stimolanti.

Gli antichi Sumeri (2600 – 2100 a.C.) usavano moltissimo l’aglio per la cura di diverse malattie.

Un grande consumo d’aglio a scopo medico si trova anche nella medicina tradizionale indiana. I testi sacri indiani consigliano l’aglio come tonico, per combattere la debolezza, la mancanza di appetito, le malattie della pelle, la tosse, le emorroidi, i reumatismi e altro ancora.

L’elenco sarebbe ancora lungo: le proprietà dell’aglio erano conosciute nell’antica Israele, in Grecia, a Roma, nel mondo arabo antico, tra i popoli slavi, e chissà presso quante altre culture.

Garlic and Avocado

L’aglio oggi: cosa ci insegna la scienza

Nel 1858 Louis Pasteur, considerato universalmente il fondatore della microbiologia moderna, scrive nei suoi appunti di aver constatato come l’aglio uccidesse diversi tipi di batteri, in particolare l’Helicobacter pylori.

Da questo momento le proprietà dell’aglio passano dal mondo della tradizione popolare a quello della scienza ufficiale.

Nel 1944 viene isolata  dall’aglio la sostanza chiamata Allicina, una sostanza a base di zolfo dotata di un elevato potere battericida, e che conferisce all’aglio il caratteristico odore. La sua formula chimica viene determinata nel 1947.

Sempre nel 1947 viene isolta un’altra componente fondamentale dell’aglio: l’Aliina. L’aliina non ha di per sé grandi proprietà, ma quando si combina con l’enzima allinasi contenuto nelle cellule del bulbo d’aglio produce allicina.

Per ottenere questa reazione occorre però rompere le cellule dell’aglio. Purtroppo perché porti benefici l’aglio deve quindi essere schiacciato o tritato il più possibile: utilizzarlo intero conferisce sapore ai cibi, ma nulla di più.

È proprio l’allicina a far sì che l’aglio porti alito cattivo: una parte di essa infatti viene escreta dal nostro corpo attraverso le vie respiratorie. L’odore che tanto ci infastidice arriva direttamente dai polmoni, non dalla bocca: non c’è caramella che tenga.

Per questo motivo però l’aglio è utile per prevenire i comuni problemi delle vie respiratorie e in genere i raffreddamenti, soprattutto durante l’inverno.

Ma non è finita. Le componenti dell’aglio hanno dimostrato in diversi studi di avere altre proprietà importanti. Si tratta in alcuni casi di studi iniziali, ma i risultati sono davvero incoraggianti.

  • Regolazione del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue.
  • Regolazione della pressione arteriosa
  • Riduzione del rischio di arteriosclerosi
  • Riduzione del rischio di trombosi
  • Azione antiossidante (di questo parleremo in un prossimo articolo)
  • Prevenzione del tumore allo stomaco (grazie all’azione antibatterica contro l’Helicobacter Pylori) e al colon

E l’elenco potrebbe andare avanti…

Conclusioni

L’aglio fa bene: non ci sono dubbi. Fortunatamente è un ingrediente importante della cucina italiana, anche se il suo utilizzo si è molto ridotto, verosimilmente a causa del suo famoso effetto collaterale, che può creare qualche difficoltà nella vita sociale.

Questo però non può essere un valido motivo per non assumerlo: sono troppi i benefici per la nostra salute.

Chi non può davvero fare a meno di avere ogni giorno un alito perfettamente fresco può prendere in considerazione l’assunzione di un integratore a base di aglio. Ne esistono di assolutamente inodori. Ne conosceremo uno in un prossimo articolo.

 

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Riferimenti

Petrovska B. B., Cekovska S.
Extracts from the history and medical properties of garlic
Pubblicato in Pharmacognosy Reviews, 2010

Persson P. B., Bondke Persson A.
Age your garlic for longevity!
Pubblicato in Acta Physiologica, 2012

Bjorklund G. e altri
Brief challenges on medicinal plants: an eye opening look at ageing-related disorders
Pubblicato in Basic & Clinical Pharmacology & Toxicology, 2018

E. Liotta, con P. L. Pelicci e L. Titta
La dieta smartfood
Rizzoli, 2016