Evoluzione e alimentazione: gli Omega-3 dimenticati

Chi di noi non ha sentito parlare degli acidi grassi Omega-3? Sappiamo che sono importanti per la nostra salute. Sappiamo che si trovano abbondanti in numerose specie di pesce. Sappiamo che farmacie e supermercati vendono integratori di Omega-3 dai prezzi più svariati, compresi tipicamente tra 5 e 30 euro.

Pochi di noi però sanno davvero cosa sono e a cosa servono gli acidi grassi Omega-3, così come pochi di noi sanno che gli Omega-3 sono i grandi dimenticati dall’alimentazione occidentale degli ultimi 150 anni: una dimenticanza che ogni giorno ci presenta il conto in termini di salute.

Healthy Nutrition

Omega-3 e Omega-6: l’armonia spezzata

La dottoressa Artemis P. Simopoulos ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca scientifica in campo nutrizionistico e in particolare sugli acidi grassi. Vanta un curriculum impressionante: fondatrice e presidente del Center for Genetics, Nutrition and Health in Washington DC; membro fondatore dell’International Society for the Study of Fatty Acids and Lipids (ISSFAL); fondatrice e presidente dell’International Society of Nutrigenetics/Nutrigenomics (ISNN); fondatrice del Council on Nutrition, Fitness and Health (WCNFH); editor della World Review of Nutrition and Dietetics; ha scritto libri e pubblicato oltre 300 articoli scientifici.

La tesi della dottoressa Simopoulos è semplice e affascinante, ed è alla base di numerossisimi recenti studi scientifici sul ruolo dei grassi Omega-3 per la nostra salute.

Gli acidi grassi Omega-3 e Omega-6 sono detti essenziali, poiché, dal momento che il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli internamente, è necessario assumerli attraverso l’alimentazione.

L’uomo si è evoluto, dal punto di vista alimentare, nel solco di una dieta in cui il rapporto tra acidi grassi Omega-6 e Omega-3 era circa pari a 1. In altri termini, l’alimentazione umana prevedeva, già nel Paleolitico e fino ai primi anni del ‘900, un quantitativo circa uguale di grassi Omega-3 e Omega-6.

Oggi non è più così. La nostra alimentazione tipica ci porta oggi ad assumere grandi quantitativi di grassi Omega-6, a fronte di un sempre minore apporto di grassi Omega-3.

In particolare, nel corso della storia e per differenti popolazioni, i risultati degli studi svolti sono i seguenti.

Rapporto Omega-6/Omega-3 in diverse popolazioni

  • Uomo del paleolitico:    0.79
  • Grecia fino al 1960:       1.00 – 2.00
  • Giappone attuale:          4.00
  • India rurale attuale:      5.00 – 6.10
  • Nord Europa attuale:    15.00
  • Stati Uniti attuali:          16.74
  • India urbana attuale:    38.00 – 50.00

Come si vede, gli acidi grassi Omega-3 sono sostanzialmente scomparsi dall’alimentazione moderna. Questa tendenza è iniziata nella seconda metà dell’800 e ha visto un’accelerazione drammatica a partire dalla metà del ‘900.

Qual è il problema? Che il nostro organismo non ha potuto adattarsi, in così breve tempo, a un cambiamento così radicale di quello che era il risultato di un processo evolutivo che aveva richiesto centinaia di migliaia di anni.

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Perché mangiamo meno Omega-3?

La scomparsa degli Omega-3 dalla nostra alimentazione è legata prevalentemente allo sviluppo delle tecniche moderne di agricoltura e allevamento, che per incrementare la produttività hanno modificato l’alimentazione degli animali e hanno introdotto fertilizzanti di sintesi.

  • Oggi le piante coltivate contengono molti meno acidi grassi Omega-3 rispetto alle piante selvatiche.
  • I pesci di allevamento contengono molti meno Omega-3 rispetto al pesce pescato in mare aperto.
  • Le uova di galline allevate in batteria contengono molti meno Omega-3 rispetto a uova di galline libere con alimentazione naturale.

E si potrebbe continuare.

Meno Omega-3, meno salute

Gli effetti della scomparsa degli Omega-3 sulla nostra salute sono stati e sono tuttora oggetto di numerosi studi scientifici. Possiamo riassumerne alcuni.

  • Maggiore incidenza dell’obesità.
  • Maggiore perdita di massa muscolare con l’avanzare dell’età.
  • Aumento in generale degli stati infiammatori.
  • Maggiore incidenza del diabete.
  • Maggiore incidenza dei disturbi cardiovascolari (arteriosclerosi, infarto).

Si può anche notare come alcune popolazioni, come quella giapponese, note per la bassa incidenza di obesità, tumori, disturbi cardiaci, introducano maggiori quantitativi di grassi Omega-3 rispetto ai nostri valori standard.

 L’integrazione di Omega-3

Assumere il giusto quantitativo di acidi grassi Omega-3 non è facile.

Questo perché gli alimenti che ne sono naturalmente ricchi si sono impoveriti con il passare degli anni, per le ragioni che abbiamo detto. Mangiare pesce tre o più volte alla settimana potrebbe non bastare.

Può essere più semplice ricorrere a un integratore di Omega-3.

Anche qui la qualità è importante. Innanzitutto acquistate sempre integratori registrati presso il Ministero della Salute.

Può sembrare una cosa scontata, ma attenzione: moltissimi prodotti acquistabili sul Web a prezzi anche estremamente ridotti non sono registrati!

Forever Living Products propone un integratore (ovviamente registrato!) di Omega-3 di altissima qualità: Forever Arctic Sea.

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La dose quotidiana raccomandata di Forever Arctic Sea (6 compresse) contiene 1305 mg di acidi grassi Omega-3, provenienti da olio di pesce e olio di calamaro. E’ più o meno la quantità di Omega-3 contenuta in 100 grammi di aringhe pescate dell’Atlantico o del Pacifico, che sono tra i pesci più ricchi in Omega-3. Contiene anche 300 mg di acido oleico (Omega-9), che fortunatamente in Italia, dove si fa un grande consumo di olio di oliva, è di rilevanza secondaria, ma che può rivelarsi importante per chi non può utilizzare per la cucina questo condimento.

Si tratta di un vero e proprio toccasana per la nostra salute, permettendoci di ritrovare l’equilibrio naturale che la vita moderna ci ha fatto perdere.

 

 

Bibliografia

Simopoulos A.P.
The importance of the ratio of omega-6/omega-3 essential fatty acids.
In Biomed Pharmacother. 2002 Oct; 56(8): 365-79. Review.

Simopoulos A.P.
The Importance of the Omega-6/Omega-3 Fatty Acid Ratio in Cardiovascular Disease and Other Chronic Diseases
In Experimental Biology and Medicine Vol 233, Issue 6, pp. 674 – 688

Simopoulos A.P.
An Increase in the Omega-6/Omega-3 Fatty Acid Ratio Increases the Risk for Obesity.
In Nutrients 8.3 (2016): 128.

Jeromson, Stewart et al.
Omega-3 Fatty Acids and Skeletal Muscle Health.
Ed. Valerie Smith. In Marine Drugs 13.11 (2015): 6977–7004.