Aloe e chemioterapia

Il gel di Aloe Vera può essere un valido aiuto per i pazienti sottoposti a chemioterapia? Sembra proprio di sì.

Nel 2009, un team di medici dell’ospedale San Gerardo di Monza, un’eccellenza italiana e mondiale nel campo dell’oncologia, ha pubblicato i risultati di un esperimento condotto su un gruppo di 240 pazienti oncologici con tumori solidi in metastasi del polmone, dello stomaco, dell’intestino o del pancreas.

Si tratta di risultati davvero notevoli, che vale la pena di approfondire.

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L’esperimento

L’esperimento ha visto la suddivisione dei pazienti in due gruppi casualmente distribuiti.

  • Il primo gruppo si è sottoposto ai tradizionali cicli di chemioterapia previsti per il tipo di tumore diagnosticato.
  • Il secondo gruppo si è sottoposto alle stesse terapie del primo, ma contemporaneamente (prima, durante e dopo i trattamenti chemioterapici) ha assunto anche Aloe, nella forma di un estratto di foglia intera di Aloe Arborescens misto a miele.

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Valutazione dei risultati

La valutazione dell’effetto della somministrazione di Aloe è stata svolta secondo i seguenti parametri:

  • Complete Response (CR). Le lesioni tumorali oggetto della terapia sono completamente scomparse a seguito della terapia stessa.
  • Partial Response (PR). Le lesioni tumorali si sono ridotte almeno del 30%.
  • Stable Disease (SD). Le lesioni tumorali non sono cambiate in maniera significativa.
  • Progressive Disease (PD). Le lesioni tumorali sono aumentate di più del 20%.

I risultati sono stati i seguenti.

  • Pazienti con Aloe.
    • Pazienti che hanno ottenuto CR o PR (remissione completa o parziale): 34%.
    • Pazienti che hanno ottenuto CR, PR o SD (lesioni almeno stazionarie): 67%.
  • Pazienti senza Aloe.
    • Pazienti che hanno ottenuto CR o PR: 19%.
    • Pazienti che hanno ottenuto CR, PR o SD: 50%.

Come si vede, la somministrazione di Aloe ha potenziato l’effetto dei chemioterapici in termini di remissione delle lesioni tumorali.

Risposta immunitaria

Per quanto riguarda la risposta immunitaria, l’attenzione dei ricercatori si è concentrata sul numero dei linfociti.

  • I pazienti che hanno assunto Aloe hanno mostrato una conta dei linfociti più elevata rispetto agli altri pazienti.
  • I pazienti che hanno assunto Aloe hanno mostrato, dopo la chemioterapia, un numero di linfociti più alto rispetto a quello che avevano prima della chemioterapia. In altri termini nei pazienti che hanno assunto Aloe la conta dei linfociti è aumentata tra prima e dopo la chemioterapia.
  • Al contrario, il pazienti che non hanno assunto Aloe hanno visto il numero di linfociti diminuire dopo i cicli chemioterapici. In altri termini nei pazienti che non hanno assunto Aloe  la conta dei linfociti è diminuita tra prima e dopo la chemioterapia.

Effetti collaterali della chemioterapia

I ricercatori affermano che i pazienti non hanno mostrato nessun effetto collaterale dovuto all’Aloe assunta durante la ricerca.

Non solo: i pazienti che hanno assunto Aloe hanno sofferto meno di effetti collaterali dovuti all’assunzione dei chemioterapici.

Si è notata una minore incidenza di astenia (debolezza estrema), affaticamento, costipazione, parestesie (formicolii, intorpidimenti).

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Sopravvivenza dei pazienti

Infine, è abbastanza impressionante esaminare il grafico che riporta la curva di sopravvivenza dei pazienti appartenenti ai due gruppi nell’arco di 3 anni. Pur dovendo constatare dolorosamente come il tasso di mortalità sia in ogni caso elevato, si nota come qualsiasi sia il lasso temporale considerato, la probabilità di sopravvivenza dei pazienti che assumono Aloe è più elevata di quella dei pazienti che non la assumono.

Limiti della ricerca

I risultati della ricerca sono molto promettenti. Gli stessi autori però evidenziano alcuni limiti.

  • Il basso numero di casi trattati per tipo di forma tumorale non consente di trarre conclusioni statisticamente sicure relativamente ai singoli tipi di tumore. Ciononostante, il beneficio per i pazienti è visibile anche se si considerano i gruppi relativi ai tipi di cancro presenti nel campione.
  • I pazienti avevano tutti un quadro clinico precario. Non è detto che l’Aloe abbia la stessa incidenza in pazienti con un quadro clinico non così compromesso.
  • Lo studio non è stato condotto con metodologia blind o double-blind. Questo può aver polarizzato i risultati.
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Conclusioni

Lo studio sembra mostrare che l’Aloe può essere un valido coadiuvante delle chemioterapie. In particolare:

  • può favorire l’efficacia dei trattamenti chemioterapici;
  • può ridurre gli effetti collaterali;
  • può migliorare la risposta immunitaria dei pazienti.

Tutto questo si può tradurre in una maggiore aspettativa di vita per i pazienti e in una maggiore qualità della vita stessa.

Non sembra davvero poco.


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Bibliografia

PAOLO LISSONIFRANCO ROVELLIFERNANDO BRIVIOROMANO ZAGOMASSIMO COLCIAGOGIUSEPPINA MESSINAADELIO MORAand GIORGIO PORRO

A Randomized Study of Chemotherapy Versus Biochemotherapy with Chemotherapy plus Aloe arborescens in Patients with Metastatic Cancer

In Vivo January-February 2009 23 (1) 171175